La Russia intensifica le attività belliche mentre incrementa l’esportazione di gasolio verso gli Stati Uniti. Gaiani interviene a Liberti Media
I nuovi droni russi Geran, più rapidi, tecnologici e difficili da abbattere, stanno modificando gli equilibri nei cieli dell’Ucraina? Come illustrato da Gianandrea Gaiani in questa puntata di Guerra e Pace 2.0 su Liberti Media, Mosca ha evoluto i droni iraniani Shahed trasformandoli in armi sempre più avanzate, equipaggiate con motori a reazione, sistemi di guida sofisticati e una crescente capacità di resistere alla guerra elettronica.
Il problema non è solo tecnico, ma anche economico: intercettare un drone che costa qualche decina di migliaia di dollari con missili dal valore di milioni comporta un consumo eccessivo di risorse preziose.
La frontiera più recente consiste in droni intercettori in grado di abbattere altri droni. Tuttavia, mentre la Russia rafforza il proprio arsenale, Donald Trump stringe accordi energetici direttamente con Putin. L’intesa sul gasolio russo destinato agli Stati Uniti apre un capitolo distinto, quello degli interessi economici. Secondo Gaiani, Trump ha interesse a collaborare con Putin per contenere il rialzo dei prezzi del carburante e gestire le tensioni internazionali.
E l’Europa? Continua a sostenere Kiev rinunciando all’energia russa. Il paradosso emerge chiaramente: mentre l’Europa subisce gli effetti delle sanzioni e della crisi energetica, Washington torna a intrattenere rapporti commerciali con Mosca. Per il direttore di Analisi Difesa, questo rappresenta un chiaro segnale del fallimento strategico dell’Unione Europea.
La Russia potenzia la sua industria bellica, gli Stati Uniti difendono i propri interessi, mentre Bruxelles rischia di restare con il conto da pagare.
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